Studio sulle Lesioni del Crociato Anteriore nel Basket Femminile.

Studio sulle Lesioni del Crociato Anteriore nel Basket Femminile.

Studio sulle Lesioni del crociato anteriore nel Basket femminile. (immagine AI)

 

 

Le analisi sulla fisiologia femminile nello sport iniziano a diventare sempre più interessanti e danno l'idea di quanto ci sia la necessità di diversificare gli aspetti atletici tra i due generi.

A questo proposito un interessante studio del 2025 da parte della American Orthopaedic Society for Sports Medicine  di Chicago,  si è occupato delle lesioni/rotture del legamento crociato anteriore nel basket femminile, infortunio abbastanza comune, ma mai analizzato peculiarmente nelle donne.

Le evidenze mediche riscontrate indicano che, tutte le lesioni al legamento crociato ANTERIORE del ginocchio (ACL) identificate nel basket femminile, sono per lo più da contatti indiretti (movimento del ginocchio), dove più di due terzi delle lesioni si sono verificate in situazioni offensive.

Sono stati identificati 3 modelli di gioco principali, che rappresentano il 95% di tutti gli infortuni: azione offensiva, azione difensiva e rientro da un salto.

Le differenze più importanti sono state rilevate in varie tipologie di avvenimenti: attraverso le posizioni delle giocatrici, i quarti di gioco, i ruoli in campo e le fasi della stagione.

 

COSA CI RACCONTA LO STUDIO

 

Più di due terzi (68%) delle lesioni dell'ACL nel basket femminile si sono verificate durante il possesso offensivo, coerentemente con precedenti ricerche sul basket per entrambe i generi ed é interessante notare che questo differisce distintamente da altri sport, come il calcio (30%), in cui si verificano prevalentemente infortuni durante la fase difensiva.

 

Molte le lesioni che si sono verificate senza contatto diretto con il ginocchio interessato, il cui infortunio ha avuto come meccanismo principale il movimento del corpo e dell'arto (56%) e questo si allinea con studi precedenti per entrambi i generi.

Ricerche precedenti infatti, hanno raffigurato un modello piuttosto diversificato di meccanismi tra i giocatori di basket con lesioni ACL negli uomini.

Un'analisi diversa ha suggerito che le lesioni da movimento rappresentavano una piccola parte (19%) nel basket maschile, mentre le lesioni da contatto formavano la maggioranza (78%).

Questo è diverso rispetto agli studi sulle giocatrici di basket in cui le lesioni senza contatto rappresentavano la maggior parte degli infortuni (65%),  mentre le lesioni da contatto diretto erano meno comuni (23%).

 

La maggior parte degli infortuni ACL si verifica durante 3 modelli situazionali principali: azione offensiva (49%), azione difensiva (29%) e atterraggio da un salto (17%).

Si è riscontrata una maggiore incidenza di infortuni durante il “taglio dentro” rispetto a studi di circa 10 anni fa (78% contro 9%) e meno quando si atterra da un balzo (17% contro 59%).

La percentuale di infortuni da azione offensiva (49%) é molto più simile ai giocatori di basket maschi (47%), rafforzando l'idea che questo sia il modello situazionale dominante per gli infortuni ACL nel basket professionistico e semi-professionistico.

 

Circa la metà di queste lesioni da “taglio offensivo” riguardano il contatto prima dell'azione stessa, per lo più sulla parte superiore del corpo (spinte e trattenute nell'82% dei casi di contatto indiretti al ginocchio). La bassa incidenza di infortuni in atterraggio (17%) è in contrasto con la precedente ricerca nel basket maschile (78%), che indica l'atterraggio come la situazione principale in cui si verificavano gli infortuni.

 

Per le giocatrici di basket femminile la maggior parte delle lesioni da atterraggio si verificano come lesioni senza contatto, principalmente con il movimento dei piedi uniti. Nei giocatori professionisti di basket maschile, l'atterraggio da un salto é il secondo modello più comune per le lesioni ACL e la maggior parte delle lesioni si verifica con un solo piede sul pavimento in caduta.

 

A questo proposito si é notata una divisione uniforme tra giocatori che hanno 1 o 2 piedi in atterraggio: in tutti i casi di contatto indiretto con il ginocchio, la parte superiore del corpo ha invece avuto il contatto in volo con l'avversario, mentre nelle donne no.

 

Il perché di questa differenza tra uomini e donne è tutt'ora sconosciuta e oggetto di ulteriore analisi.

 

Le lesioni da atterraggio sottolineano l'importanza dei programmi di riduzione del rischio che si concentrano sul controllo neuromuscolare, principalmente durante i tentativi di catturare il rimbalzo e i “layup” con il contatto, poiché i giocatori in genere si concentrano sull'azione immediata, durante la partita, piuttosto che avere una consapevolezza della possibile opposizione portata dai giocatori circostanti.

 

Non è chiara la differenza tra uomini e donne come detto, ma si sta verificando che sia a causa di un modo di giocare diverso, con azioni di forza molto più frequenti nei maschi.

 

In realtà la maggior parte degli studi precedenti sui giocatori di basket, di entrambe i generi, non distingueva tra infortuni offensivi e difensivi.

Oggi si é scoperto che l'azione difensiva é il secondo schema situazionale più riscontrabile, con una prevalenza più elevata (29%) sui giocatori maschi rispetto alle femmine (14%). L'azione difensiva è ben riconosciuta come un modello ad alto rischio in altri sport di contatto, come il calcio e il rugby e spesso si verifica in situazioni di pressione. Mentre gli infortuni nell'azione difensiva sono più frequentemente senza contatto diretto al ginocchio (58%), la lesione indiretta spesso comporta il contatto con l'avversario principalmente sulla parte superiore del corpo o al bacino.

 

I dati cinematici si allineano con la comprensione medica consolidata delle lesioni al crociato anteriore, rivelando costantemente un modello dominante del ginocchio al momento dell'infortunio.

La flessione veloce del ginocchio con angolazione di 35 ° é indicativa di un carico potenzialmente elevato e di una posizione vulnerabile senza contatto diretto.

Si é notato che questo angolo è superiore a quelli riportati in studi precedenti (13°-24°).

 

Gli angoli di flessione sono più alti di quanto precedentemente trovato, suggerendo che sono presenti durante gli atterraggi da salto, nel tentativo di ridurre lo slancio del corpo.

 

Questo ha suggerito che l'inadeguata flessione della caviglia potrebbe portare ad un assorbimento inefficiente delll'impatto a terra, rendendo il ginocchio più coinvolto nella riduzione della forza, creando così una vulnerabilità per il movimento come la rotazione interna piuttosto che la flessione.

La maggior parte degli infortuni femminili (80%) ha comportato un attacco a “piedi piatti” e questo, accoppiato con la minima flessione della caviglia, probabilmente contribuisce alla pression elevata sul Legamento Crociato Anteriore (ACL), impedendo ai muscoli del polpaccio di assorbire efficacemente la forza esercitata.

In pratica bisognerebbe implementare una nuova tecnica nell'affrontare le sospensioni e i salti in generale.

 

La ricerca sul basket non ha però ancora esplorato ampiamente i disturbi neurocognitivi e i loro rischi associati agli infortuni.

Per “perturbazioni neurocognitive” si indicano i cambiamenti repentini nell'emotività durante il gioco, per esempio lo stato d'ansia immediato o la depressione momentanea per un accadimento o l'euforia per lo stesso motivo, tutti stati emotivi velocissimi e intercambiabili durante le competizioni.

 

I dati rivelano che il 56% di tutte le lesioni al ACL nel basket femminile ha comportato perturbazioni neurocognitive nel tempo precedente all'infortunio, con il 72% delle lesioni senza contatto diretto.

Il 92% delle lesioni difensive ha comportato la concausa della perturbazione neurocognitiva.

Molto interessante rilevare che le lesioni ACL difensive femminili si sono verificate in situazioni di prossimità (da 0 a 1 metro) sia alla palla (68%) che ad una avversaria (65%).

Quando si verificano, il tempo medio di azione fisica della giocatrice rilevato è di circa 0,510 secondi (comprensione-decisione-azione), quasi il doppio del tempo normale di reazione nel gioco (0,256 secondi).

Siamo all'inizio di questo percorso di studi ed é fortemente auspicabile che nei prossimi anni si proceda ad approfondire ulteriormente la questione.

 

Continuando nell'analisi, scopriamo che una percentuale sostanziale di infortuni (44%) si verifica nei primi 2 mesi della stagione.

Il modello iniziale indica che questo può essere attribuito ad una preparazione insufficiente durante il passaggio dalla pre-season all'inizio della stagione: un intenso allenamento pre-season rappresenta il rischio di accumulare stanchezza, che può aumentare il rischio di infortuni al ACL.

 

Quando si confrontano i dati per posizione, emerge un modello chiaro, con le giocatrici di backcourt (guardia-playmaker) sono più inclini agli infortuni ACL., questo per la velocità orizzontale di gioco più elevata.

Infatti le “guardie” sono prevalentemente le più infortunate ai legamenti del ginocchio, più di una su due (53%)!!!

 

Uno studio sui giocatori della National Basketball Association (NBA) ha evidenziato, altresì, che i giocatori con una maggiore tendenza a guidare la palla, i playmaker, affrontano un rischio di infortunio ACL più elevato rispetto ad altri più statici nel gioco (5,7% in più).

 

Questo è attribuito allo stile di gioco che si appoggia maggiormente ai movimenti ad alto rischio, come quelli laterali rapidi e l'accelerazione/decelerazione.

 

Poi, la maggior parte delle lesioni ACL femminili è verificabile nei pressi dell'area offensiva dei 3 secondi, che è un'area del campo caratterizzata da alta densità di giocatori, movimenti dinamici e contatti frequenti, ma NON all'interno (53%).

Questo è in qualche modo diverso dai maschi, che hanno invece più infortuni ACL in attacco, all'interno dell'area stessa (73%).

 

La percentuale di ACL femminili nella prima (53%) e seconda (47%) metà della partita, é diversa in qualche modo da studi di qualche anno fa (62% nella seconda metà), ma identica con i dati del basket maschile.

Mentre ricerche precedenti hanno suggerito la fatica come fattore di rischio, oggi questo fattore non risulta più nel basket femminile professionistico, principalmente a causa del tempo di gioco medio accumulato prima dell'infortunio (12,3 minuti). Quando si guarda ai minuti giocati, emerge una chiara tendenza: le giocatrici nel passato avevano maggiori probabilità di essere infortunate entro i primi 10 minuti giocati (50%) e i primi 20 minuti (89%).

Questo si allinea con gli studi precedenti nella NBA e sui giocatori di basket maschili nei campionati europei (52% di ACL entro 10 minuti).

La ragione di questo modello non è ancora del tutto chiara. Probabilmente i sostituti/e che entrano in campo hanno meno probabilità di essere sufficientemente riscaldati e potrebbero non essere pronti mentalmente (perturbazioni neurocognitive).

 

Inoltre, non si considera l'intensità del gioco come un fattore di rischio. Nonostante i dati, la possibilità di stanchezza accumulata come fattore di rischio, non può essere del tutto esclusa e non deve essere trascurata.

E' stata osservata un'incidenza relativamente simile nelle fasi di una partita per quanto riguarda la percentuale di infortunio ACL: 21% in primo quarto, 32% al secondo, 21% nel terzo e 26% nel quarto.

Ricerche precedenti avevano osservato una maggiore incidenza nel 4 quarto (40%). Questo suggerisce che, oggi, la stanchezza non sia tra le cause principali del ACL.

 

Interessante è il dato sulle fasce dipinte nei parquet, da sviluppare in futuro.

I dati mostrano che il 13% delle lesioni ACL, da scivolamento, si sono verificate sui segni dipinti a terra, pubblicitari o come campo multifunzionale, idoneo ad altri sport (tennis, pallavolo, pallamano).

In particolare la rottura del crociato anteriore al passaggio sulle aree dipinte, era strettamente associata ad un'elevata velocità orizzontale in entrata offensiva.

Anche qui, si auspicano nei prossimi anni studi più approfonditi sui materiali utilizzati.

 

CONCLUDENDO.....

 

I risultati di questo studio della esimia AOS Sports Medicine indicano che molte lesioni ACL tra le giocatrici di basket pro e semi-pro possono essere prevenibili, in quanto non sono state create da  lesioni con contatto diretto del ginocchio o fattori traumatici come causa principale degli infortuni. 

 

L'alta prevalenza delle lesioni senza contatto sottolinea la necessità di programmi di prevenzione degli infortuni, mirati ed efficaci.  

Lo sviluppo di un programma di prevenzione degli infortuni che funzioni, richiede una comprensione approfondita dei meccanismi alla base dell'uso del legamento crociato anteriore, nel basket femminile.

Si evince che migliorare le azioni di decelerazione orizzontale, ad esempio, dovrebbe essere una priorità per le giocatrici di basket.

I programmi di prevenzione dovrebbero enfatizzare i movimenti giusti durante le azioni di gioco, in particolare allenare verso quelli che comportano una rapida accelerazione/decelerazione e cambiamenti di direzione.

Incorporare all'allenamento la parte neurocognitiva, usando esercizi di gruppo per migliorare la propriocezione, il processo decisionale sotto pressione e il tempo di reazione durante i movimenti dinamici, in contesti sia offensivi che difensiv, è molto importante; anche le tecniche sui meccanismi di sospensione/atterraggio appaiono fondamentali per la prevenzione dell'ACL.

Le ricerche hanno quindi dimostrato che un approccio adeguato da parte degli allenatori, con insegnamenti e addestramenti mirati, può ridurre efficacemente il rischio di infortuni di questo tipo.

 

Fortunatamente per tutto il settore vengono in aiuto studi peculiari come questo, i quali indicano la strada da percorrere, esattamente quello che serve in un'epoca in cui la parità di genere tra atleti si avvicina sempre di più e la medicina inizia a differenziarsi nelle sue analisi tra atleti e atlete.

 

Iscriviti alla nostra newsletter
Le Montagne Russe Emotive Nello Sport Femminile: tra Apice e Abisso

Le Montagne Russe Emotive Nello Sport Femminile: tra Apice e Abisso

 

30-07-2025
Triade dell'Atleta femminile: la ricerca e la pratica dei disturbi alimentari

Triade dell'Atleta femminile: la ricerca e la pratica dei disturbi alimentari

 

16-10-2024
I sintomi degli squilibri ormonali da non ignorare

I sintomi degli squilibri ormonali da non ignorare

 

24-03-2024
Deborah Spinelli: i tabù legati al ciclo mestruale

Deborah Spinelli: i tabù legati al ciclo mestruale

 

20-11-2023
Il sonno e il recupero delle atlete

Il sonno e il recupero delle atlete

 

16-11-2023